Disney+ presenta le canzoni in lingua dei segni: un'iniziativa inclusiva per la comunità sorda
Melodie senza confini: Disney+ e la lingua dei segni uniscono mondi
Un ponte sonoro e visivo: l'impegno di Disney+ per l'accessibilità
Nel contesto del Mese Nazionale della Storia dei Sordi, celebrato ogni anno dal 1° al 30 aprile, Disney+ presenta con orgoglio "Songs in Sign Language", una nuova serie di contenuti che fonde l'incanto dell'animazione con l'espressività della lingua dei segni. A partire dal 27 aprile, la piattaforma renderà disponibili tre sequenze musicali di recenti produzioni Walt Disney Animation Studios, accuratamente reinterpretate e animate in ASL, offrendo una nuova dimensione di fruizione per il pubblico sordo.
La visione artistica dietro l'iniziativa: Hyrum Osmond e la sua squadra
Alla guida di questo ambizioso progetto c'è l'animatore e regista Hyrum Osmond, noto per il suo lavoro su titoli come Zootropolis e Strange World. La sua direzione ha permesso di dare nuova vita a tre brani simbolo del repertorio Disney contemporaneo: "Fai ciò che è giusto" da Frozen II, "Non si nomina Bruno" da Encanto e "Oltre quel reef" da Oceania 2. Queste reinterpretazioni sono il frutto di un lavoro meticoloso e di una profonda collaborazione.
Dietro le quinte dell'inclusività: un processo creativo collaborativo
Accanto alle sequenze musicali, Disney+ offrirà uno speciale "dietro le quinte" che svelerà il complesso percorso creativo e collaborativo intrapreso per realizzare l'iniziativa. Osmond, affiancato dalle produttrici Heather Blodget e Christina Chen, ha lavorato a stretto contatto con DJ Kurs e il team del Deaf West Theatre, con il fondamentale contributo della coreografa Catalene Sacchetti e di otto talentuosi performer. Un team di oltre 20 animatori ha poi trasformato questi riferimenti in lingua dei segni in sequenze animate, in gran parte inedite, mantenendo l'integrità delle scene originali.
Una motivazione personale: il legame tra Osmond e la comunità sorda
Per il regista Hyrum Osmond, il progetto "Songs in Sign Language" riveste un significato profondamente personale. Essendo figlio di un padre sordo, Osmond riconosce nella lingua dei segni una delle forme di comunicazione più belle al mondo e vede nell'animazione il mezzo ideale per esaltarne il valore. Ha espresso il suo rammarico per non aver appreso l'ASL durante la sua crescita, il che ha creato una distanza comunicativa con il padre. Questa iniziativa rappresenta per lui un modo per abbattere quelle barriere, creare un legame speciale con la comunità sorda e colmare una lacuna personale, rendendosi grato per il sostegno dello Studio a un progetto così significativo.
