L'Arte come Ponte: Riqualificazione Urbana e Riscatto Sociale a Bologna
Un segno visibile di connessione: l'arte che unisce
La realtà invisibile di Bologna e il desiderio di connessione
Una sezione della metropoli bolognese rimane celata alla vista comune, un luogo dietro le mura carcerarie che custodisce storie, talenti e aspirazioni, ma che troppo spesso viene dimenticato. Un capitale umano significativo resta escluso dal dialogo con la collettività, mentre la vita all'esterno prosegue in modo ordinario. Per ridurre questa separazione è necessaria un'azione concreta che possa riavvicinare queste due dimensioni: un segnale evidente, un punto di incontro, un linguaggio comune che possa creare un legame profondo.
Un “ponte” artistico: il murale di via Ferrarese
Con il supporto del Quartiere Navile e dell'Associazione Volontari Carcere (AVOC), si può colmare questa distanza grazie alla potenza dell'espressione artistica. Sotto la guida dell'artista Fabio del Monte, noto come Fabieke, un gruppo di detenuti della Casa Circondariale della Dozza creerà un'opera murale di notevoli dimensioni, 6 metri per 3, destinata al cavalcavia di via Ferrarese, situato nel quartiere Navile. Questo progetto mira a edificare un “ponte” visivo e metaforico tra due ambiti vicini che aspirano a interagire e a conoscersi reciprocamente.
Dal laboratorio alla città: fasi del progetto artistico
Il fulcro dell'iniziativa è un percorso didattico di street art che si svolgerà all'interno della Casa Circondariale, in collaborazione con la direzione del carcere e i funzionari pedagogici. Durante i quattro incontri in programma, dieci detenuti acquisiranno le tecniche del writing, imparando a utilizzare vernici e colori per trasformare un'idea in un disegno. Oltre alle competenze pratiche, un aspetto fondamentale sarà la promozione della collaborazione e dello scambio di idee tra i partecipanti.
Il lavoro si suddividerà in tre tappe principali:
- Nel mese di settembre, si procederà con la selezione dei dieci partecipanti e l'erogazione dei primi moduli teorici del corso.
- Nel mese di ottobre, inizieranno le attività pratiche di disegno e la sperimentazione dei materiali all'interno della struttura carceraria.
- A novembre, si realizzerà l'opera all'esterno, con i partecipanti che, suddivisi in gruppi di cinque, usciranno dal carcere per dipingere direttamente sulle pareti di via Ferrarese, portando così la loro arte alla comunità.
L'impegno di AVOC per la dignità dei detenuti
A promuovere questo progetto, insieme al Quartiere Navile, è A.Vo.C. (Associazione Volontari Carcere ODV). Attiva dal 1993 con oltre ottanta volontari, l'associazione opera quotidianamente per garantire rispetto, ascolto e opportunità di reinserimento a coloro che vivono la detenzione. Un'iniziativa come questa dimostra come l'arte possa rappresentare un'opportunità di riscatto e di partecipazione attiva per i detenuti, favorendo la loro inclusione nella società.
Sostieni il progetto: la campagna di crowdfunding
Per la realizzazione di questo progetto sono necessari 7.500,00 euro. Il Quartiere Navile e AVOC contribuiranno ciascuno con 1.000 euro, lasciando un importo di 5.500,00 euro ancora da raccogliere. Qui diventa fondamentale il contributo di ogni singolo donatore. I fondi saranno impiegati per coprire le spese del workshop, degli strumenti necessari ai detenuti per le giornate formative, delle vernici e di tutti i materiali indispensabili per la creazione del murale. Ogni contributo, indipendentemente dall'importo, rappresenta un piccolo gesto collettivo che consentirà ai detenuti di lasciare un segno di bellezza e riscatto attraverso un'opera destinata a trasformare il volto di Bologna, arricchendo la città con un messaggio di speranza e inclusione.
